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Abbastanza ≠ Abbondanza

Ciao ,

come va con questa primavera entrante?

Io stanchissima. Pare che sia uno degli effetti collaterali del cambio di stagione. Sarà, ma di sicuro star dietro a mille input lavorativi e personali, dormire poco, mangiare quello che capita, non aiuta.

Oggi parliamo di stress e di ansia da prestazione. Risuona? Se sì, consiglio l’ascolto di questa questa playlist ambient che uso nelle mie classi restorative.

Let’s go!

Photo-Illustration: New York Magazine

Compro il WC Net o mi lavo i capelli?

Sono giorni pervasi da tanto lavoro e una spolverata di ansia economica. Infinite to-do list in cui tutto si fonde, dal comprare il WC Net ai rework di lavoro. Mi alleno o mi lavo i capelli? Faccio la spesa per far colazione o mi metto a lavorare e ci penso a pranzo? Il mio sistema nervoso va in tilt e io non riesco più a mettere in ordine le priorità.

Con fatica, venerdì ho identificato la colazione come prioritaria, ma avendo il frigo vuoto sono scesa al bar. I proprietari sono una coppia millennial che a un certo punto ha-mollato-tutto-e-ha-aperto-un-posticino-hipster, indossa salopette beige e ha le torte fatte in casa. Quando ho scoperto che le brioche erano finite e che un cappuccio e una fetta di torta mi sarebbero costati 7€ sono andata di nuovo in stallo.

Sono entrata nel bar accanto, dove la proprietaria è dell’Est. Ho pagato 2.5€ per cappuccio e brioche e ci siamo lamentate dei costi di Milano. A quel punto ho deciso che la produttività ormai me l’ero giocata e sono andata a far la spesa in un posto che sapevo non mi avrebbe messo ansia: la Lidl.

La Lidl, così come il bar della signora, sono quelli che io chiamo “posti sinceri”. Ci trovi la gente normale. Quella che la gentrificazione spinge sempre più ai margini, rendendola invisibile. Il problema di frequentare il centro di Milano, è che poi rischi di sentirti stronza. Stronza a non riuscire a incassare almeno 2000€ netti al mese. Stronza a dover scegliere il burro di arachidi industriale perché costa meno. A dover ricorrere al fast fashion perché ti servono le calze e le mutande e non puoi comprarle su Organic Basics dove 3 perizomi costano 30€. Stronza perché lo sfuso è un lusso e tu butti una busta piena di plastica ogni tre giorni.

Cammina dove l’acqua è più bassa

E qui veniamo alla pratica di minfulness anti-ansia e anti-sindrome dell’impostore. Nel mondo olistico anglosassone si dice “choose the path of least resistance”, in italiano il mio compagno dice “cammina dove l’acqua è più bassa”.

A volte quando vivevo di surf e mi sentivo incastrata in un periodo di “bassa performatività” ed onde grosse e spaventose, mi facevo una giornata in una spiaggia con le ondine piccole. Una carezza all’autostima, un reminder potente del perché entravo in acqua ogni giorno.

Fare la spesa in un posto in cui non ti viene un attacco d’ansia quando vedi il conto, motiva a ricominciare a cucinare. Circondarsi di persone (amiche o sconosciute) che stanno sulla stessa barca, aiuta a sentirsi meno sbagliat*.

L’altro giorno mi è apparsa la sponsorizzata di una collega (che sicuramente incassa più di 2k netti al mese), e nelle sue storie ho trovato la lista delle sue self love practices di marzo.

Ora, sicuramente un contenuto in linea con la sua immagine coordinata, ma se dovessi pensare a cosa ha fatto bene a me a marzo sarebbero:

  • le amiche
  • la festa
  • il divano

Non voglio puntare il dito, ma come sempre ragionare su come il sistema in cui siamo immerse equipari la parola “benessere” a prescrizioni militaresche tipo svegliarsi all’alba, fare docce fredde, mangiare cibo che non sembra cibo (cosa razzo sono le alghe crunchy!?) e avere una beauty routine che diventa un lavoro (da pagare invece che pagato). Che priorità hanno in questa lista le relazioni? Più alta o più bassa di “comprare il WC Net”? Prima o dopo le alghe crunchy? Ma soprattutto, il WC Net è vegano?!

Sempre venerdì ascoltavo il podcast DOI, in cui intervistavano il nostro yogi e influencer antispreco Rucoolaaa. Alessio parlava della costosa bugia dell’abbondanza alimentare e di come avere “abbastanza” cibo e non sprecarlo fosse la chiave. E mi sono detta che come sempre sta tutto lì il benessere e l’equilibrio: nell’abbastanza invece che nell’abbondanza.

Ecco quindi le cose che so che mi faranno stare bene in primavera:

  • meno massaggi e più abbracci
  • meno nettalingua più baci con la lingua
  • meno tisane e più birrette
  • meno skin care e più crema solare
  • meno alghe e più pause pranzo al parco a piedi scalzi

E tu? Quali sono le cose che ti fanno stare bene? A che altezza stanno della tua lista di priorità?

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