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I nuovi guru non portano il turbante

Oggi parliamo di nuovi guru. A posto del turbante hanno gli addominali a tartaruga, non vengono dalle strade di Calcutta ma dall’Università della Strada ma vendono comunque aria fritta e hanno un vizietto per la poligamia non consensuale. 

Sei prontə per partire per un’avventura con me!?

Photo-Illustration: New York Magazine

I nuovi guru non hanno il turbante, hanno la tartaruga

Viviamo in un mondo fatto di disinformazione e allarmismo. I vecchi legacy media (giornali, telegiornali, tv) hanno perso di rilevanza, mentre su internet la cacofonia di voci e opinioni si mischia all’intelligenza artificiale rendendo complesso distinguere le informazioni vere da quelle false.

In Occidente, da qualche decennio i guru tradizionali d’oltreoceano sono stati sostituiti da aitanti uomini palestrati e divine dee dee dell’abbondanza in spandex e cappello a tesa larga. Predicano cure alternative e ricette per il successo al prezzo di costosi corsi di formazione o servizi di integrazione alimentare in abbonamento.

E qui subentra il nostro Andrew Huberman: il suo popolarissimo podcast è incentrato sulla salute e sulla crescita personale. Lui è uno splendido cinquantenne con una tartaruga di marmo e una mascella scolpita. Ha anche un Ph.D. in neuroscience, con specialità sui nervi ottici. Che fai non te fidi? 

Io l’ho sentito nominare per la prima volta durante il mio teacher training a Bali (dove di indonesiano c’erano chiaramente solo la location e i fiori), insieme al resto del triumvirato dei bonazzi americani che predicano: Aubrey Marcus e Cameron Shayne. Tutti e tre appaiono incredibilmente in forma per la loro età, radicalmente salutisti, palestratissimi ma consapevoli, pieni di buoni sentimenti e di formule per “migliorare il mondo migliorando se stessi” e accompagnati da splendide dee di vent’anni più giovani.

Ti arriva, la vibe da mitomane? A me è sempre arrivata forte e chiara, ma i loro contenuti – spesso superficialmente condivisibili – mi annoiano a morte, e su Hubermann non ho mai trovato nulla quando googlavo “is Dr. Huberman legit?”. Poi questo weekend mi è esploso google sotto al naso.

Troppo bello per essere vero

Se non conosci Andrew Huberman, lascia che ti dia un’idea. I suoi podcast sono estremamente lunghi, spesso più di 2 ore. Tratta di temi giganteschi e disparati come la mente e la dopamina, la psicologia che agisce sulla fisiologia, come intrattenere relazioni positive con il proprio partner, come essere genitori migliori (non ha figli), le cause e le cure per l’autismo, i vaccini antinfluenzali, ormoni e fertilità, emozioni e linguaggio assertivo, tecniche di breathwork per non ammalarsi, tecniche di scrittura come strumento per sbloccare il proprio potenziale…

La settimana scorsa è uscito un lunghissimo articolo del New York Post titolato “Andrew Huberman’s Mechanisms of Control. The private and public seductions of the world’s biggest pop neuroscientist” da cui è saltato fuori che non solo il suo laboratorio sui nervi ottici è poco più che una stanza con un dottorando dentro, ma che lui stesso abita a più di 6h di macchina dall’Univerità di Standford, dove viene visto di rado.

Una grossa parte del personaggio di Huberman la fa la sua aura da maschio illuminato, pieno di cure e paterno. Parla però la sua ex-compagna di lunga data, che oltre a aver vissuto un rapporto psicologicamente abusante (crisi di rabbia lunghe giorni, colpevolizzazione per aver avuto dei figli da una relazione precedente, continue sparizioni all’ultimo minuto) ha poi scoperto di essere stata una delle tante. Dopo anni di relazione “esclusiva” e vari tentativi di fecendazione assistita, ha scoperto – avendo contratto una malattia sessualmente trasmissibile – che lui aveva almeno altre 6 relazioni “monogame” in contemporanea, all’insaputa di tutte.

Ok, ma a parte la poligamia non consensuale, magari sul benessere psicofisico degli altri (escluse le sue compagne) magari ci piglia?

I suoi podcast sono farciti di lessico medico-scientifico, dando l’illusione che Huberman comprenda profondamente argomenti di cui non è esperto (ricordiamoci: Ph.D sui nervi ottici). Gli scienziati e i medici infatti, nonostante le loro conoscenze, sono spesso molto formati su un campo relativamente ristretto. Le mie amiche rianimatrici ad esempio, che ogni giorno hanno a che fare con la vita, la morte e – letteralmente – la resurrezione, quando chiedo loro consigli medici mi rispondono spesso: “se sei sveglia e respiri non so come aiutarti”.

Oltre al medichese, Huberman inserisce generalizzazioni facilmente condivisibili: il sonno è importante, l’esercizio fisico è benefico e lo stile di vita può avere un impatto sulla nostra salute. Il che aggiunge legittimità a ciò che dice. Se sono d’accordo con alcune delle sue affermazioni, perché non dovrei essere d’accordo con tutto?

L’immunologa Andrea Love però, sostiene che il suo podcast sia incentrato sulla pseudoscienza: spesso fa affermazioni che appaiono scientifiche ma mancano di prove, plausibilità e validità. La pseudoscienza presenta conclusioni infondate, ma può essere incredibilmente difficile distinguerle da studi circostanziati. Contiene pizzichi di senso, ma li gonfia oltre il limite dell’utilità, fino ad allontanarsi dalla verità. Inoltre, ripetendo costantemente le sue credenziali accademiche, Huberman fa leva sulla nostra fiducia.

Sempre secondo Love, Huberman spesso cita studi scientifici in vitro o su animali per formulare raccomandazioni prescrittive per gli esseri umani. 
Oppure seleziona studi deboli o irrilevanti scartando studi più ampi e robusti che dimostrano il contrario. Per noi comuni mortali che al mattino è già bello se riusciamo a metterci i calzini appaiati, diventa quindi estremamente complesso discernere tra studi scientifici affidabili o meno. Ne diamo per scontata la validità, fidandoci del suo titolo di studio di chi li cita (ricordiamolo: nervi ottici).

Il settore del self-help non è una novità, ma attualmente sta vivendo un’espansione senza precedenti. Anche i suoi contorni sono cambiati. Gli uomini che insegnano agli uomini come essere più felici, più produttivi e più attraenti non parlano di self-help, ma lo sostituiscono con parole più virili come “protocollo” e “mindset”. Il sottotesto è spesso quello di valori patriarcali ed eteronormati veicolati sotto le false spoglie del linguaggio medico e psicoterapeutico.

Il problema della disinformazione sanitaria è che induce le persone a perseguire “trattamenti” inefficaci o potenzialmente dannosi, scoraggiandole a rivolgersi al sistema sanitario (immaginatevi la portata del problema in USA, dove non esiste un sistema di sanità pubblica). Spesso per altro, chi crede in un pezzetto di disinformazione sanitaria ha maggiori probabilità di credere ad altri. Esiste purtroppo una correlazione diretta tra comportamenti legati al benessere, come l’acquisto di integratori e il credere alle cospirazioni sanitarie.

Tutti i nuovi guru di cui sopra, così come il podcaster di estrema destra Joe Rogan da cui sono spesso ospiti, vendono infatti gli stessi integratori, polverine e programmi dietetici per finanziare la propria opera. 

È improbabile che le rivelazioni sulla vita privata o le bugie pubbliche di questi guru possano cambiare la situazione in tempi brevi. Il mondo è loro e noi ci stiamo semplicemente scrollando dentro, ma

  • Celebrità ≠ competenza
  • Le competenze scientifiche non si trasferiscono da un settore all’altro 
  • Se qualcuno si presenta come esperto in una gamma di argomenti troppo ampia o in argomenti al di fuori delle sue competenze: ocio.
  • I problemi complessi non hanno soluzioni semplici.
  • Quanto costa il prodotto che mi stai vendendo? Il mio medico me lo prescriverebbe? 

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